imagealt

Messaggio augurale per il 5 ottobre 2026, la giornata mondiale degli insegnanti

Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto

A.S. 26-27 – Comunicato stampa n. 04 – 5 ottobre 2026

 

Messaggio del Direttore Generale USR Veneto, dott. Marco Bussetti, agli Insegnanti

5 ottobre: Giornata mondiale degli Insegnanti

 

“Il maestro deve essere, per quanto può, profeta”, scriveva don Lorenzo Milani: capace di leggere negli occhi di studentesse e studenti qualcosa di ciò che essi vedranno chiaramente domani e che gli adulti possono oggi soltanto intravedere.

È anche in questa capacità di guardare oltre il presente che si riconosce il valore dell’insegnamento. In occasione della Giornata mondiale degli insegnanti del 5 ottobre, il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, dott. Marco Bussetti, rivolge un messaggio a tutte e tutti i docenti delle scuole venete.

“Ogni insegnante riceve qualcosa da chi lo ha preceduto e lo consegna, trasformato e arricchito, a chi verrà dopo. È questo uno dei grandi compiti della scuola: fare in modo che tra le generazioni non si interrompa il filo del sapere, dell’esperienza e della cultura, e nello stesso tempo preparare i giovani a costruire qualcosa che ancora non esiste”.

Il docente è il perno di questa trasmissione, ma insegnare non significa percorrere la strada al posto dello studente.

“All’insegnante non può essere delegato in toto il compito dell’educazione, che appartiene a una comunità più ampia e chiama in causa anzitutto la famiglia, insieme alla scuola e alla società. La stessa parola "insegnare" richiama l’idea del mostrare e rendere riconoscibile una strada. Il compito del docente non è caricarsi lo studente sulle spalle, ma camminargli accanto: orientarlo quando la strada si fa incerta, sostenerlo nella fatica e nello sconforto, aiutarlo a rialzarsi, ma anche accompagnarlo nel riconoscere le scoperte, le soddisfazioni e le gioie che il cammino offre”.

Ogni insegnante accompagna, tuttavia, soltanto una parte di quel percorso. Maria Montessori ricordava come ogni fase dello sviluppo prepari quella successiva: allo stesso modo, nella scuola, i diversi gradi non possono essere considerati compartimenti separati, ma momenti di un unico percorso educativo, prodromici gli uni agli altri.

È in questa prospettiva che acquista un significato particolare un’evocativa immagine dell'autore latino Lucrezio: le generazioni sono “come corridori che si trasmettono la fiaccola della vita”.

“Lucrezio non parlava di scuola, ma la sua immagine descrive con straordinaria efficacia anche il lavoro degli insegnanti. Dall’infanzia alla primaria, dalla secondaria di primo grado a quella di secondo grado, ciascun docente riceve uno studente con una storia già iniziata, lo accompagna per un tratto e lo prepara a quello successivo. Il passaggio del testimone non è un adempimento organizzativo: è parte della responsabilità educativa”.

La continuità tra gli insegnanti dei diversi gradi diventa così anche continuità nella trasmissione del sapere: nessuno comincia da zero, nessuno educa da solo e nessun tratto del percorso esaurisce in sé la crescita di una persona.

“La scuola è insieme cammino e staffetta: si accompagna qualcuno per un tratto, poi si consegna il testimone. Ma ciò che conta è che nessuno venga lasciato solo lungo la strada”.

“Agli insegnanti del Veneto va oggi il mio ringraziamento: per il sapere che trasmettono, per il tempo che dedicano, per la responsabilità che assumono ogni giorno e soprattutto per quel tratto di strada che percorrono accanto ai loro studenti. La fiaccola che ricevono non è mai la stessa che consegnano: porta con sé anche qualcosa di loro”, conclude Bussetti.

Venezia, 5 ottobre 2026

 

Cordiali saluti

La Segreteria del Direttore Generale

 

Ministero dell’istruzione e del merito

Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto